Stavo cercando di capire come si posizioneranno le società nel nuovo scenario dei minerali critici. Sapevo che qualcosa di grosso stava succedendo – i prezzi del litio che crollano mentre la domanda esplode, le terre rare sotto controllo quasi totale cinese, aziende occidentali che chiudono progetti uno dopo l’altro.
Poi il 12 novembre 2025 esce questo rapporto della Camera USA – 50 pagine che sono sostanzialmente un’ammissione ufficiale: “Sì, la Cina ha manipolato i mercati per decenni. Sì, abbiamo perso. E adesso dobbiamo reagire.”
Il documento si chiama “Predatory Pricing: How the Chinese Communist Party Manipulates Global Mineral Prices to Maintain Its Dominance” ed è probabilmente il pezzo più importante che leggerai quest’anno se investi in materiali, difesa, o semplicemente vuoi capire dove sta andando il mondo.
Perché non è solo politica. È una roadmap dettagliata di come la Cina ha costruito un monopolio globale mentre tutti guardavano da un’altra parte. E soprattutto, è una dichiarazione di guerra economica.
I Numeri Che Non Puoi Ignorare
Quando ho iniziato a leggere il rapporto, pensavo di trovare le solite accuse politiche vaghe. Invece no – ci sono numeri precisi, documenti, timeline.
$57 miliardi. Questo è quanto il governo cinese ha speso in sussidi e crediti agevolati per acquisizioni minerarie in giro per il mondo. Non investimenti normali – prestiti a tasso zero o addirittura negativo.
Capisci cosa significa? Mentre le società occidentali devono convincere investitori privati, fare due diligence, preoccuparsi del ROI, le società di stato cinesi ricevono letteralmente soldi gratis dal governo per comprare miniere. È come giocare a poker con qualcuno che ha chip infiniti.
E non si sono limitati a comprare le miniere. Hanno capito che il vero potere non sta nell’estrazione – quella la puoi fare ovunque ci sono depositi – ma nel processing. La raffinazione. Il midstream.
Perché puoi estrarre litio in Australia quanto vuoi, ma se devi mandarlo in Cina per raffinarlo… indovina chi controlla i prezzi?
Il Caso Litio: Una Masterclass in Market Manipulation
Ok, questa parte mi ha fatto cadere la mascella. Il rapporto documenta esattamente come la Cina ha preso il controllo del litio in meno di 10 anni.
Guarda questa timeline:
2017 – La Cina aggiunge il litio alla lista dei “minerali strategici”. Sembra una cosa burocratica, vero? Invece è il segnale di partenza. Immediatamente dopo, le società statali cinesi iniziano una shopping spree globale.
2018 – Tianqi Lithium spende $4+ miliardi per comprare oltre il 20% di SQM, uno dei più grandi produttori cileni. Nello stesso anno, Ganfeng Lithium entra in Argentina con Cauchari-Olaroz.
2020 – Il governo cinese pubblica il piano per i veicoli elettrici. Non è un piano industriale normale – è un ordine. E cosa succede? Altra ondata di acquisizioni.
2021-2022 – Qui diventa frenetico:
- Zijin Mining compra Neo Lithium in Canada
- Chengxin Lithium entra in Zimbabwe
- Zhejiang Huayou Cobalt prende l’87% del progetto Arcadia in Zimbabwe
- Ganfeng fa deals in Mali, compra Millennial Lithium per $353 milioni cash
2023-2024 – Continua:
- BYD (sì, la società di auto elettriche) compra diritti minerari in Brasile
- Zijin Mining fa joint venture in Congo
- China Minmetals mette $1.4 miliardi in Qinghai
Risultato? La Cina ora controlla 4 delle top 5 miniere di litio del mondo. E si prevede che entro il 2026 supererà l’Australia come primo produttore globale.
Ma aspetta, perché se la Cina controlla così tanto litio, i prezzi non dovrebbero essere alti? Invece sono crollati negli ultimi anni.
Esatto. Ed è qui che la storia diventa davvero interessante.
Come Manipolare i Prezzi Quando Sei Tu il Mercato
La vera genialità non sta nelle acquisizioni. Quelle sono la parte facile quando hai soldi infiniti. Il vero colpo di genio è nel controllo dei meccanismi di price discovery.
Il rapporto spiega che la Cina ha creato un framework legale dove:
- È illegale “manipolare” gli indici di prezzo… ma il governo decide cosa costituisce “manipolazione”
- Le società che pubblicano prezzi “troppo alti” possono essere accusate di “profitti esorbitanti”
- Gli indici di prezzo devono dare al governo accesso completo alle loro fonti dati
In pratica, se sei una società cinese e pubblichi un prezzo che al governo non piace, finisci nei guai. Se sei un price reporting agency e i tuoi indici non riflettono quello che Pechino vuole, puoi essere accusato di manipolazione.
Aspetta, diventa ancora meglio.
Il London Metal Exchange. Sai, quella istituzione britannica secolare, pilastro dei mercati commodity globali? Comprata da Hong Kong Exchanges & Clearing nel 2012 per $2.2 miliardi.
E cosa succede nel 2022? La LME cancella contratti sul nickel per salvare Tsingshan Group (cinese) da oltre $10 miliardi di perdite. Il rapporto nota che in 145 anni di storia, la LME aveva cancellato contratti solo due volte. E una di quelle era per salvare una società cinese.
Coincidenza? Il rapporto pensa di no.
La Storia delle Terre Rare: Il Blueprint
Se vuoi capire dove sta andando il litio, guarda cosa è successo con le terre rare. È la stessa strategia, solo che hanno iniziato 30 anni fa.
Nel 1992, Deng Xiaoping dice: “There is oil in the Middle East, there is rare earth in China.” Non è una battuta – è una dichiarazione strategica.
Quello che succede dopo è metodico:
Anni ’90 – Le società cinesi iniziano a vendere terre rare sotto costo. Attirano società occidentali con partnership e joint ventures. Magnequench, una sussidiaria di General Motors che produceva magneti di terre rare, viene acquisita nel 1995 da un consorzio sino-americano. Nel contratto c’è scritto che manterranno lo stabilimento in Indiana per almeno 5 anni.
Cinque anni e un giorno dopo, lo stabilimento chiude. Tutto viene trasferito in Cina. I lavoratori licenziati.
Nel frattempo, la Cina inonda il mercato con prodotti sotto costo. I competitor occidentali chiudono uno dopo l’altro. Nel 2010, la Cina controlla il 90% della capacità di processing globale delle terre rare.
E a quel punto, il guanto di velluto si toglie.
2010 – La Cina blocca le esportazioni di terre rare verso il Giappone dopo una disputa su un peschereccio. L’industria automotive giapponese va nel panico. I prezzi esplodono. Il mondo si rende conto che la Cina può spegnere supply chain globali a piacimento.
2011 – Il Consiglio di Stato cinese dichiara le terre rare “risorsa strategica non rinnovabile” e ordina il consolidamento dell’industria. Target: 3 società controllano l’80% della produzione.
2016 – Piano di sviluppo industria terre rare 2016-2020. Obiettivo esplicito: aumentare la profittabilità dal 5.8% al 12%. Traduzione: è ora di estrarre monopoly profits.
2021 – Ulteriore consolidamento. Da 6 imprese statali a 4. China Rare Earth Group controlla il 70% della produzione.
Ottobre 2025 – La Cina annuncia export controls globali. Non solo sulle terre rare, ma su qualsiasi prodotto che le contenga. Smartphone, turbine eoliche, sistemi d’arma – tutto.
Questa è la roadmap. E il litio sta seguendo esattamente lo stesso percorso, solo accelerato.
Ma Quindi… Come Si Posizionano le Società?
Questa era la domanda originale. E la risposta dipende da dove sei nella catena del valore e da quanto sei disposto a scommettere che i governi occidentali agiranno davvero.
Se sei un produttore di litio occidentale, la tua sopravvivenza dipende dal supporto governativo. Punto.
Albemarle, il più grande produttore USA, ha detto esplicitamente che “the math doesn’t work” per la loro raffineria in South Carolina ai prezzi attuali. Perché? Perché la Cina ha deliberatamente tenuto i prezzi bassi per scoraggiare esattamente questo tipo di investimenti.
Lithium Americas ha ricevuto un equity investment diretto dall’amministrazione Trump. Altri non sono stati così fortunati – Sibanye ha abbandonato il progetto Rhyolite Ridge, Piedmont Lithium ha dovuto rivedere i piani.
La domanda è: quanto supporto arriverà? Il rapporto raccomanda:
- Un “Critical Minerals Czar” (già implementato)
- Una Strategic Resources Reserve (come la Strategic Petroleum Reserve ma per minerali)
- Loan guarantees
- Tax credits per la produzione
- Offtake agreements governativi
Se questi programmi si materializzano davvero, società come Lithium Americas, Piedmont Lithium, Standard Lithium potrebbero essere ottime posizioni. Se invece è solo retorica politica… beh, chiedi a quelli che hanno investito in Sibanye.
Se sei nel processing delle terre rare, sei nella posizione migliore.
MP Materials a Mountain Pass in California, Lynas in Australia – queste società controllano un bottleneck critico. Non puoi fare magneti per F-35 o motori elettrici senza processing. E la Cina lo sa.
Il Pentagono ha già contratti con queste società. La raccomandazione del rapporto di creare una Strategic Reserve significa offtake garantito. E con i nuovi export controls cinesi, l’alternativa è… non avere terre rare.
Se sei un OEM come Tesla o Ford, devi decidere ora come diversificare.
Le opzioni:
- Contratti long-term con produttori occidentali (più costosi ma sicuri)
- Equity stakes in mining operations (capitale intensivo ma controllo diretto)
- Investire pesante in recycling (il rapporto nota che <1% delle terre rare viene riciclato)
- R&D su alternative materials (magneti senza terre rare, batterie sodium-ion)
Tesla ha già iniziato con contratti diretti. Gli altri stanno ancora decidendo. Chi si muove prima avrà un vantaggio competitivo enorme.
Se sei un defense contractor, hai un problema esistenziale.
F-35? Magneti di terre rare. Missili Tomahawk? Samarium. Sistemi radar? Vari elementi critici. E la Cina controlla tutto.
La risposta è ovvia: il governo USA non può permettersi di dipendere dalla Cina per sistemi d’arma. Quindi il Pentagono dovrà:
- Garantire contratti long-term a prezzi premium
- Finanziare sviluppo di alternative
- Creare stockpiles strategici
Per società come Lockheed Martin, Raytheon, Northrop Grumman, questo significa costi più alti ma supply chain sicura. Il premio di sicurezza nazionale verrà pagato – la domanda è solo quanto.
Le Opportunità di Investimento (Se Sei Contrarian)
Ok, parliamo di soldi. Perché se hai fatto +5600% su Rigetti come me, sai che i migliori trade sono dove tutti pensano che sia finita ma in realtà sta per iniziare.
Play #1: Distressed Western Lithium Producers
La tesi è semplice: i prezzi del litio sono stati manipolati verso il basso per scoraggiare investimenti occidentali. Ha funzionato – progetti cancellati, società in difficoltà, sentiment negativo.
Ma ora c’è un rapporto bipartisan della Camera che propone:
- Floor prices (controlli temporanei sui prezzi minimi)
- Strategic Reserve che compra quando i prezzi sono troppo bassi
- Loan guarantees
- Tax credits per produzione
Se anche solo metà di questo si materializza, le società che sono sopravvissute hanno un asymmetric upside enorme.
Il rischio? Che sia solo politica e non azione concreta. Ma con le elezioni e la sicurezza nazionale in gioco, scommetterei che qualcosa succede.
Play #2: Rare Earth Processing – Il Vero Bottleneck
Mining è una commodity. Processing è un moat.
MP Materials ha il più grande deposito di terre rare fuori dalla Cina (Mountain Pass), ma il vero valore è nello sviluppo della capacità di separation e processing. Stage II e III del loro piano sono dove si fanno i soldi veri.
Lynas in Australia è l’altro player principale, con impianti sia in Australia che in Texas (con finanziamento del Pentagono).
Energy Fuels sta sviluppando capacità di processing negli USA con supporto governativo.
Questi non sono speculative plays – sono strategic necessities. E le valuations non riflettono ancora quanto sia critico avere alternative alla Cina.
Play #3: Alternative Materials
Questo è dove diventa interessante per i veri contrarian. Tutti assumono che le terre rare e il litio siano necessari per sempre. Ma cosa se qualcuno trovasse alternative?
Il rapporto raccomanda esplicitamente: “expanded research, development, and deployment funding for non-rare-earth magnet chemistries.”
Iron-based magnets, alternative battery chemistries (sodium-ion, solid-state), nuovi materiali per motori elettrici – c’è un’intera industria che potrebbe nascere qui.
Le società small-cap che lavorano su questo sono ultra-speculative, ma se una ci riesce, è un 10-bagger o più.
Play #4: Deep-Sea Mining
Il mio investimento in The Metals Company (TMC) diventa più interessante dopo questo rapporto.
C’è una sezione specifica su deep-sea mining dove il rapporto nota che “la Cina sta investendo pesantemente in tecnologia e influenzando i codici minerari internazionali attraverso l’International Seabed Authority.”
In altre parole, la Cina sta posizionandosi per dominare anche i fondali oceanici.
TMC ha noduli polimetallici che contengono nickel, copper, cobalt, manganese – tutti minerali critici. No processing chimico intensivo, lower environmental impact rispetto al mining terrestre.
La tesi è che gli USA non possono permettersi di lasciare deep-sea mining alla Cina. Se TMC ottiene supporto regulatory e magari offtake agreements governativi… beh, ai prezzi attuali il risk/reward è interessante.
Cosa Succede Dopo
Guardiamo le implicazioni più ampie, perché questo non è solo una storia di commodities.
Inflazione Strutturale
Reshoring e friendshoring delle supply chain minerali è intrinsecamente inflazionistico. I costi di produzione in USA/Europa sono molto più alti che in Cina (anche senza i sussidi). Permitting richiede anni. Security of supply ha un premio.
La Fed e la BCE dovranno accettare un’inflazione strutturalmente più alta o rischiare vulnerabilità strategiche. Probabil mente sceglieranno l’inflazione più alta.
La Fine della Globalizzazione (Per Davvero Questa Volta)
Questo rapporto segna un punto di non ritorno. Non è più solo Trump e i dazi. È consensus bipartisan che la strategia cinese sui minerali critici rappresenta una minaccia esistenziale.
“Global markets” per commodity strategiche non esisteranno più nel senso tradizionale. Avrai blocchi regionali con pricing differenziali permanenti.
Per gli investitori, questo significa che valutazioni basate su supply/demand globali sono obsolete. Devi pensare in termini di blocchi regionali e strategic positioning.
Nuovo Ordine Geopolitico
I vincitori di questo reshuffling saranno:
- Australia (mineral wealth + alleato USA)
- Canada (critical minerals + geografia favorevole)
- Paesi del “lithium triangle” sudamericano che scelgono l’Occidente
I perdenti:
- Paesi africani intrappolati tra Cina e Occidente
- Nazioni dipendenti da Chinese processing
- Sviluppo economico globale generale (costi più alti = growth più lento)
I Rischi di Questa Tesi
Ok, devil’s advocate per un momento.
Scenario Bear:
- La Cina retaliate con controlli ancora più severi, peggiorando la situazione
- Le raccomandazioni del rapporto rimangono solo carta, no azione concreta
- Breakthrough tecnologici rendono questi materiali meno critici
- Recession distrugge demand per EVs e electronics
Scenario Bull Estremo:
- Strategic Resources Reserve diventa massive buyer di materiali
- Export controls cinesi creano shortage panic
- Defense spending explodes sulla questione supply chain vulnerability
- Climate policies accelerano EV adoption nonostante costi più alti
Lo Scenario “Cina Vince Comunque”:
Considerazione scomoda: la Cina ha 10-20 anni di vantaggio. Il processing know-how non si replica in 3-5 anni. I sussidi governativi USA potrebbero essere insufficienti. La volontà politica potrebbe evaporare dopo le prossime elezioni.
Anche in questo scenario però:
- Selected Western producers sopravvivono in nicchie
- Supply chains defense-critical si sviluppano comunque
- Technology alternatives diventano più attrattive
Il punto è costruire un portfolio che vince in entrambi gli scenari.
Conclusioni: Come Posizionarsi
Questo rapporto non è solo un documento politico. È una roadmap per la più grande trasformazione industriale del decennio.
Se sei un investitore, la domanda non è se questa trasformazione accadrà – il rapporto documenta che è già in corso. La domanda è: sei posizionato per trarne vantaggio?
Se sei un’azienda che dipende da supply chain di minerali critici, è il momento di muoversi. Audit della supply chain, long-term contracts, vertical integration, R&D su alternatives. Non tra 5 anni. Adesso.
Se sei un analista o un policy maker, questo rapporto è la lettura obbligatoria. Non sono accuse vaghe – sono 50 pagine di numeri, timeline, meccanismi specifici. È il playbook di come la Cina ha costruito un monopolio.
Personalmente? Sto rivisitando ogni posizione che ho in materiali e difesa attraverso la lente di questo rapporto. Perché quando il governo USA pubblica un documento così e fa raccomandazioni specifiche, qualcosa si muove. Forse non tutto. Forse non velocemente. Ma qualcosa.
E nei mercati, sapere cosa si muoverà prima degli altri è tutta la differenza tra un trade mediocre e uno eccezionale.
Analisi personale basata su documento pubblico. Non è consiglio di investimento – fai le tue ricerche.